STEZZANO – Ritiro famiglie – Aprile 2016

Il rischio implicito in ogni grande amore è quello di smarrire la polifonia dell’esistenza. Voglio dire che Dio e la sua eternità pretendono di essere amati dal profondo del cuore, senza però che l’amore terrestre ne venga danneggiato o indebolito; qualcosa come un cantus firmus, attorno al quale le altre voci della vita cantino in contrappunto […] Dove il cantus firmus è chiaro e distinto, il contrappunto può dispiegarsi col massimo vigore […] Vorrei pregarti di far risuonare con chiarezza nella vostra vita il cantus firmus e solo allora ci sarà un suono pieno e completo, e il contrappunto si sentirà sempre sostenuto, non potrà deviare né distaccarsene. (Bonhoeffer)

Il matrimonio: una vocazione, una missione, un cammino insieme nella chiesa

I sacramenti cristiani, nel grande cambiamento culturale e religioso che sta avvenendo, ossia l’uscita definitiva dalla “societas cristiana” e l’ingresso definitivo nella secolarizzazione, esigono tutti, ma alcuni in modo particolare, come il battesimo e il matrimonio, un prima e un dopo, una preparazione e una concretizzazione, un ‘catecumenato’ e una ‘mistagogia’, pena l’inefficacia e la perdita della loro forza rinnovatrice.

Per questo si rende sempre più necessario creare itinerari di fede e vita cristiana per il matrimonio e nel matrimonio.

Come dice papa Francesco, oggi più che “occupare spazi, è necessario avviare processi”. Ed è quanto noi, nella nostra comunità parrocchiale, siamo chiamati a fare, perché il sacramento del matrimonio sia un dono per gli sposi e per la Chiesa.

È finito un tempo e se ne apre un altro, non solo nel susseguirsi incessante del ‘kronos’, ma, per noi credenti, nello svelarsi del ‘kairós’ di Dio, ossia del tempo che manifesta la sua grazia e la sua salvezza sul mondo e nella vita di ognuno di noi.

Nella costruzione di questi itinerari di vita cristiana, non dobbiamo mai dimenticare che il cuore dell’uomo va dove trova qualcosa di bello, dove trova una fonte che disseta e un pane che alimenta. Perciò le caratteristiche di un cammino post-matrimoniale dovranno essere attraenti per la loro bellezza e forza, per permettere così di affrontare il logorio dei giorni nella scoperta della perla preziosa e del tesoro nascosto da Dio nel campo della famiglia e del mondo.

Nello stesso tempo, dobbiamo essere coscienti che la crescita di questo cammino è la crescita della stessa Chiesa e del laicato che, nella Chiesa, va assumendo le sue responsabilità, perché la parrocchia diventi veramente famiglia di famiglie e comunione di carismi e ministeri.

 

Cammino dopo il matrimonio

Dovrà essere un’opportunità di:

  • continuare il cammino intrapreso durante il corso per fidanzati o di avvicinarsi alla comunità anche attraverso altri percorsi (es: genitori di bambini che vanno al catechismo)
  • far entrare nella comunità (parrocchiale) le persone che in realtà arrivano al corso solo per spirito di continuare le tradizioni
  • intraprendere un percorso di crescita vocazionale della coppia/famiglia, con assistenza sacramentale e quindi un percorso nella chiesa
  • evangelizzazione pura

 

Condizioni per intraprendere questo cammino:

  • la partecipazione all’eucarestia domenicale
  • la formalizzazione di un impegno annuale all’inizio dell’anno come per i volontari
  • obbligo di un incontro post-matrimoniale, richiesto ad inizio del corso per fidanzati

 

Come far nascere il desiderio e la volontà di intraprendere il cammino post-matrimoniale?

  • Evitare interruzioni troppo lunghe: tenersi in contatto subito dopo il corso per fidanzati e organizzare un incontro di “raccontiamoci com’è stato il nostro matrimonio” nel quale si proiettano foto, video, ect…per creare appartenenza tramite la condivisione di un momento di gioia e di fede
  • Far nascere durante il corso prematrimoniale dei forti legame fra le coppie suddividendo i partecipanti in sottogruppi per facilitare la creazione di legami. La base è la nascita di un’amicizia che porta alla condivisione e quindi alla comunità
  • Una testimonianza durante il cammino pre – matrimoniale di una coppia che ha intrapreso il corso post matrimoniale
  • Valorizzare il ruolo delle coppie guida per il momento del passaggio dal corso per il matrimonio al corso per la vita (gruppo/comunità): un paio di “incontri di transizione “.

 

Il cammino post-matrimoniale è

  • Confrontarsi sulle cose importanti
  • Affrontare nella comunità le difficoltà che emergono nella vita di coppia, stando vicini alle persone

 

“camminando insieme”. Stare vicini alla coppia subito dopo il matrimonio per essere di supporto qualora ci siano momenti di crisi

  • Non una lezione sulla chiesa, ma il confronto fra coppie per facilitare i legami
  • Fare aprire le persone per non farle sentire sole, isolate ma appartenenti ad una comunità

 

 

Camminiamo insieme: quando, come, dove, quale organizzazione…

 

COME Tramite gruppi chiusi di whatsapp e facebook per facilitare la

comunicazione

Pubblicando l’annuncio sulla bacheca/LAC/sito web e dandone

comunicazione a fine messa

QUANDO Mensilmente nel we o domenica
Quindicinale (una   volta in maniera   collegiale con tutti   i gruppi)
DOVE Parrocchia/oratorio

Parrocchia/casa per gestione sottogruppi

QUALE ORGANIZZAZIONE Gruppi da 5 fino a max 10 coppie (per garantire uno”zoccolo

duro” di presenza minima)

 

Struttura dell’incontro

Si propongono le seguenti opzioni:

  • Creazione di un format standard: Santa Messa1 (sempre nella medesima area della Chiesa, di modo che le persone sappiano dove incontrare i loro “compagni di gruppo”), Incontro, Cena comunitaria
  • Momento di preghiera e a seguire momento conviviale
  • Momento collegiale, a seguire in gruppetti per finire con delle conclusioni di gruppo. Con questa alternativa il ruolo del sacerdote è di introduzione della tematica e di raccolta delle conclusioni, prima del momento conviviale
  • Momento di preghiera, lettura di un testo da cui far partire la riflessione, introduzione e riflessione e confronto comunitario
  • Possibilità di separare uomini/donne in incontri ad hoc per affrontare temi che potrebbero inibire alcune persone

 

Programma del percorso (non “corso”)

  • Primo anno di matrimonio: si affronta una tematica specifica per imparare a vivere in coppia
  • Stilare un programma annuale valutato dal gruppo ad inizio anno con un filo conduttore
  • Chiedere ai membri del gruppo di leggere e prepararsi in anticipo sul materiale inviato preventivamente
  • Dare continuità ai contenuti, di modo che se una coppia manca una volta non perda la continuità, (ma cmq si deve cercare di instaurare un senso di appartenenza affinché si senta la mancanza dell’incontro )
  • Programma definito, ma dinamico per facilitare l’approfondimento di tematiche che in alcuni momenti della coppia possono essere importanti
  • Temi di fede e di vita di coppia

 

Leadership del gruppo

Dall’incontro è emerso che tutti sentono la necessità di individuare una coppia guida, che possa avere diversi incarichi/responsabilità:

  • essere vero e proprio collante del gruppo
  • essere carismatica e dare testimonianza
  • aiuti nel coordinamento e sia un punto di riferimento
  • continui a formarsi e a confrontarsi, anche attraverso alla costituzione di un gruppo (es: gruppo costituito da tutte le coppie guida)

In alcuni casi si suggerisce anche la possibilità di far supportare la coppia guida da:

  • 1 o 2 coppie a turno che preparano poco prima dell’incontro il tema di discussione
  • due coppie, che ruotano mensilmente e che vengono scelte dal gruppo per preparare a casa del materiale da presentare il mese successivo. Per non caricare sempre le stesse coppie e coinvolgere tutti nella funzione di supporto.

Due punti di attenzione:

  • tutti concordano nel ritenere che il Sacerdote sia una figura fondamentale per il percorso e che possa essere coinvolto in vari modi e tempi, ma cmq debba essere sempre artefice e moderatore (è importate che ci sia il sacerdote in questi incontri, è un valore aggiunto perché deve accompagnare quando ci si perde);
  • non sono stati identificati dei criteri per individuare la coppia guida, dal momento che ciò dipende dal carisma della stessa. Si suggerisce di valutare anche l’elezione, tenendo presente che ogni coppia può essere “guida” in un determinato campo, avendo un dato talento

La fraternità:

da parte di tutti è emersa l’importanza di creare dei rapporti umani di amicizia perché tutte le famiglie hanno gli stessi problemi e necessità di condividerli. In una grande città, come la nostra, il rischio di isolarsi e pensare di essere impotenti è alto, per questo dobbiamo diventare una comunità di famiglie, tramite:

  • organizzazione di ritiri trasversali (es: Susa, con coppie di varie seniority, organizzare incontri di più giorni perché dormire/condividere le giornate aiuta le persone ad unirsi)
  • pellegrinaggi insieme, preferibilmente anche con coppie che stanno intraprendendo il loro cammino (es: coppie del corso fidanzati in prospettiva)
  • verbalizzazione e diffusione dei punti importanti che emergono dagli incontri
  • presentazione a fine anno “scolastico” di una sintesi del percorso o cmq dei punti più importanti che sono emersi
  • l’apertura dei fedeli alla vita comunitaria anche come volontari, fin da subito e senza precludere il rimanere nel gruppo famiglie

(Fraternità Francescana Familiare)

Dall’incontro è emerso che la comunità non si sente pronta di abbracciare un carisma specifico, ma vuole rimanere strettamente collegata alla parrocchia.

Autore dell'articolo: Vito Martino