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Gruppi Fidanzati/Coppie/Famiglie

Gruppi Fidanzati/Coppie/Famiglie
Perché questo cammino insieme di coppie

Perché “nessun uomo è un isola”, e “non è bene che l’uomo sia solo”.

Perché la fede si vive in una comunità: At 2,42 “erano assidui all’insegnamento, alla comunione fraterna, alla frazione del pane, alla preghiera”, la fede è personale ma non individualistica.

Perché, in una società che tende all’individualismo è determinante sentire che siamo una comunità e è oggi più che mai doveroso camminare uniti valori condivisi, per non essere spazzati via e spezzati nei vincoli più cari e più sacri.

Per non perdersi in un “amore liquido”, reso fragile, ogni giorno, dalla solitudine e dallo stress.

Perché “dove due o più sono riuniti nel mio nome Io sono in mezzo a loro”, dice il Signore.

Per ritrovare, nella fede, la paternità di Dio, il suo amore vigile e fedele; trovare in Lui la stessa misura dell’amore e del dono che ci siamo promessi; per essere modellati e spinti dalla sua tenerezza e dal suo Spirito verso misure più alte.

Per non dimenticare ciò che ci siamo detti davanti a Dio nel giorno del matrimonio: “Io accolgo te, come mio sposo/sposa. Con la grazia di Cristo prometto esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, ed amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita”.

L’umano e il divino, la natura e la grazia camminano e si sostengono insieme.

Le dimensioni umane, corpo, cuore, spirito e anima, tutto, deve crescere, tutto deve essere alimentato, ed, ora, nel matrimonio, insieme, anche se il cammino è sempre personale.

(riflessione di P. Franco Ghezzi durante un incontro dei Gruppi)

Gruppo Aquila e Priscilla

Il gruppo famiglia “Aquila e Priscilla” nasce nel 2012 “per ritrovare, nella fede, la paternità di Dio, il suo amore vigile e fedele; trovare in Lui la stessa misura dell’amore e del dono che ci siamo promessi; per essere modellati e spinti dalla sua tenerezza e dal suo Spirito verso misure più alte” (padre Franco Ghezzi). È composto da una decina di famiglie della parrocchia che, con cadenza mensile, si ritrovano per vivere insieme un tempo prezioso di incontro, ascolto e condivisione della Parola di Dio. Ogni anno scegliamo un testo che accompagni il cammino comune e diventi una guida per l’intero percorso. A turno, due coppie preparano e animano l’incontro con modalità libere e creative, capaci di parlare alla vita quotidiana. Il tempo trascorso insieme è scandito da momenti significativi: la preghiera iniziale, l’ascolto della Parola, una sintesi del tema proposto, la meditazione e l’approfondimento di coppia, il confronto e la condivisione di gruppo (su base volontaria), le riflessioni del Parroco e la preghiera conclusiva. L’incontro si chiude poi in modo semplice e gioioso con un momento conviviale, in cui ciascuno può condividere ciò che desidera. Parallelamente, i più piccoli vivono uno spazio tutto per loro, tra giochi liberi o strutturati, grazie anche alla presenza di giovani volontari della parrocchia o dei fratelli più grandi. Negli ultimi anni, come testo di riferimento, abbiamo scelto alcuni sussidi proposti dal Servizio per la Famiglia dell’Arcidiocesi di Milano, pensati proprio per accompagnare i gruppi familiari.

In particolare, quest’anno stiamo camminando insieme attraverso il testo «Aprire le porte del cuore. Ritrovare in Gesù una vita promettente». “La Chiesa è chiamata ad essere la casa aperta del Padre”, scriveva nel 2012 l’allora cardinale Jorge Mario Bergoglio. Il testo ci invita ad un viaggio tra le porte aperte e le porte chiuse della nostra vita di famiglie cristiane, imparando dallo stile di Dio che apre passaggi nel mare e strade nuove nel deserto. Nell’anno del Giubileo, l’immagine della porta diventa il filo rosso del nostro cammino. Accanto agli incontri mensili, il gruppo si impegna ogni anno anche come Comunità Educante, partecipando ai momenti più significativi della vita parrocchiale: le feste dell’oratorio, le feste della famiglia, la Kastagnata, gli incontri di formazione organizzati dal Decanato, i momenti di condivisione con l’altro gruppo familiare presente in oratorio “Artigiani dell’Amore” e i ritiri spirituali dedicati alle famiglie. È difficile racchiudere in poche parole questa esperienza: è un tempo per rallentare, ascoltare la Parola di Dio, pregare, ascoltarsi e confrontarsi in modo autentico – come coppia e come gruppo – e un’occasione per costruire relazioni profonde e durature. Il tutto arricchito dall’entusiasmo contagioso dei bambini, che attendono con gioia ogni incontro per ritrovarsi e giocare insieme.

Estratto dalla Lettera alla Comunità del 11/1/2026

Gruppo Artigiani dell’Amore

Il gruppo Artigiani dell’Amore è così chiamato per ricordare l’espressione di Papa Francesco usata nell’Esortazione apostolica Amoris laetitia che presenta la famiglia come un luogo in cui si svolge un lavoro artigianale: “la coppia che ama e genera la vita è la vera scultura vivente, capace di manifestare il Dio creatore e Salvatore; infatti, la capacità di generare della coppia umana è la via attraverso la quale si sviluppa la storia della salvezza” (AL 11). Questo gruppo è composto da coppie di sposi che si sono sposati nel 2015 con figli ancora più o meno piccoli. .

Siamo famiglie diverse tra loro, ma condividiamo un cammino verso un unico obiettivo che è quello di crescere, migliorarsi, accogliersi, comprendersi come sposi, genitori e cristiani. Storie diverse unite dalla fede in Cristo che vogliamo al centro della nostra vita matrimoniale e familiare. Inizialmente ci incontravamo a casa di una famiglia che a turno, una volta al mese, ospitava le altre per un momento di riflessione e convivialità. Ogni famiglia, aprendo le porte della propria casa, ha permesso di farsi conoscere nella realtà più intima e quotidiana che è quella di casa. C’è stata accoglienza, apertura e desiderio di lasciare entrare gli altri nella propria realtà; questo ha permesso al gruppo di diventare, non solo famiglie che si incontrano per discutere su un tema scelto, ma famiglie amiche che si aiutano concretamente, si invitano, vogliono stare vicine nei momenti importanti della vita. Adesso con i figli abbiamo raggiunto un numero di persone che non ci consente più di incontrarci nelle proprie case; perciò, per questioni di spazio ci incontriamo in una delle sale dell’oratorio. All’inizio dell’anno, con l’aiuto del parroco, ci ritroviamo per proporre, scegliere e decidere il tema che ci accompagnerà durante questo cammino che può essere di vario tipo. Negli anni si è preso spesso un libro significativo che è stato ritenuto come buona bussola per orientarci nella vita matrimoniale, familiare e cristiana. Quest’anno abbiamo ripreso un libro di don Fabio Rosini cominciato lo scorso anno: “L’arte di ricominciare”. Un libro molto chiaro e concreto che ci aiuta a fare ordine nella nostra vita, a rivedere le nostre priorità, a mettere dei limiti. Ogni coppia di sposi a turno legge una parte di un capitolo, lo presenta agli altri e propone una piccola attività da fare in coppia per poi condividerla al resto del gruppo. La proposta di un’attività anche giocosa e pratica ci permette di fissare con un’immagine quello che stiamo affrontando e ci aiuta a fare memoria dei nostri incontri. Una volta, ad esempio, parlando di quali fossero le radici del matrimonio e come ognuno di noi sia chiamato a portare i suoi frutti, ogni coppia è stata invitata a dipingere su una tela il proprio albero, quello che più rappresentava la vita matrimoniale di ciascuno; sono uscite fuori delle tele bellissime, ognuna con il suo singolare significato, ognuno con la propria storia. È un momento prezioso prima di tutto perché gli sposi si dedicano del tempo, si guardano negli occhi e si confrontano e poi perché condividono con altre coppie i loro vissuti. La condivisone è la parte più arricchente e confortante perché emerge come i problemi, le fatiche proprie, sono universali; ognuno all’interno della sua famiglia cerca di affrontarle al meglio, ma il solo fatto di condividerle offre sostegno e coraggio reciproco. È anche un momento educativo perché ogni esperienza umana può insegnare qualcosa, in più la partecipazione dei frati è fondamentale essendo per noi una guida e una presenza esterna vicina a Dio. Al termine dell’incontro ci fermiamo per cenare insieme, ogni famiglia prepara qualcosa da mangiare che poi viene messo in condivisione. È un momento semplice, ma bello perché mentre i bambini giocano tra loro, i genitori possono parlare e raccontarsi un po’ delle loro vite.

Estratto dalla Lettera alla Comunità del 11/1/2026