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Oratorio Centro Kolbe

“Un giorno il Signore Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare” (Lc 9, 18).

L'evangelista Luca, spesse volte, ci ricorda questo ‘tempo speciale' che Gesù si ritaglia nei tre anni della sua vita pubblica. Le folle lo assediano, ma Lui trova il tempo per il suo riposo spirituale; gli apostoli lo cercano di buon mattino perché Lui si era alzato prima ed era andato al suo appuntamento. Da questi momenti di silenziosa solitudine orante nascono situazioni speciali che ci donano la preghiera del ‘Padre nostro' o la rivelazione della sua magnificenza divina nella trasfigurazione sul monte Tabor.

Comprendiamo bene come Gesù avesse bisogno di riposare, data la sua intensa attività di missionario itinerante e di appassionato predicatore del Regno. Ma, ecco la prima annotazione, Lui riposa nella preghiera, riposa pregando.

Ecco allora la domanda spontanea: “Ma perché Gesù pregava? Anche Lui aveva bisogno di pregare? E, in cosa consisteva la sua preghiera?”. Ci chiediamo questo perché sappiamo che era il Figlio amato del Padre ed era un tutt'uno con Lui, quindi…Ciò che mi viene spontaneo è dire semplicemente: Gesù pregava perché amava stare con il suo Amato/Amante, il Padre. La preghiera per Lui era uno “stare con”, un abbandonarsi tra le braccia di chi è con te, è fedele a te, è vicino a te, è sempre dalla tua parte. Chi non desidera questi momenti di intimità, quando è avvolto da un amore e un amante perfetto!

Perciò, la sua preghiera, in primo luogo era uno “stare”, un riposare, uno stendersi gioioso tra le braccia del Padre. Era un consegnasi e un consegnaGli ogni cosa e scaricarsi di ogni peso.

La preghiera di Gesù si trasformava poi in un rendimento di grazie. Ne abbiamo un bellissimo esempio in quel “Ti benedico, Padre, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e intelligenti e le hai rivelate agli umili…”. È splendida questa preghiera perche ci rivela anche come trasformare un'apparente sconfitta, ‘i sapienti' non lo ascoltano, anzi lo ostacolano, in una nuova verità, scoperta stando con il Padre.

Certo, la preghiera di Gesù è anche supplica e grido di dolore (vedi nell'orto degli ulivi), è straziante invocazione come sulla croce, ma, non dimentichiamo la base, ossia lo “stare con” l'amato.

Questo è sempre il cuore della sua preghiera. Cosa ci insegna questo per le nostre vacanze? ·

  • Primo, dato che ne abbiamo l'opportunità, cerchiamoci “un luogo solitario” e facciamo l'esercizio dello “stare con”. ·
  • Secondo, prima delle parole, riconosciamo la Presenza. Facciamo entrare nel tuo cuore la certezza di quanto ha detto Gesù “Io sono con voi tutti i giorni”. Sembra che Dio ci dica: “Io sono qui davanti a te e tu ci sei?”. Sapete quanto è difficile “essere” dove siamo. “Con il corpo sono qui, ma la mente mia non c'è, corre dietro a dei ricordi e chi la ferma più”, cantava una volta Caterina Caselli.
  • Terzo, stendiamoci tra le braccia del Padre, del nostro Creatore, rilassiamoci e lodiamolo. Lodiamolo prima e poi venga la supplica, le grida, il pianto; chiediamo e liberiamo la nostra anima di ogni peso.

Ecco alcuni esercizi pratici di preghiera alla scuola di Gesù. Non sono poi così difficili!

Un'altra cosa vi chiedo per queste ferie: festeggiate bene i santi del mese di agosto. Ce ne sono di stupendi, e comunque, tutti “originali”, meglio dei campioni del mondo di calcio, del grande vincitore del Tour (spero!), il nostro Vincenzo Nibali, degli eroi dello scherma, dei vip che sugli yot di super-lusso riempiranno le pagine dei rotocalchi e del gossip…I santi li battono tutti! Eccone alcuni: Alfonso, Giovanni Vianney, Domenico, Teresa Benedetta della Croce, Chiara, Simpliciano, Bernardo, Monica, Agostino…ma che bella compagnia! Prendi un caffè o un gelato con loro, ti farà bene!

Buone vacanze e un abbraccio

P. Franco






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